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Giulia nacque in un paese della campagna veronese, dove al tempo i parti avvenivano in un ambiente meno asettico con luci soffuse,in un giorno di sole a cui succedette una settimana di pioggia, il giorno del solstizio d'estate del 1985.

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Da sempre ospita in sè vari medium artificiali per declinare l'espressione dei sè.

Non la volontà ma la potenza del sentimento che la attraversa determina il modo e la forma con cui parla con ciò che si muove e non si muove attorno a lei.

Così il movimento diventa espressione, attraverso il segno grafico, il disegno, l'immagine, la fotografia, il video, la danza e l'azione teatrale.

La ricerca, il flusso identitario e le forme di espressione si sovrappongono, compenetrano, completano.

L'esaltazione della libertà scardina in lei ogni accademismo e genera radici che affondano nelle tradizioni, riuscendo ad aprire varchi nella lontananza.

Sacro e Profano si immergono in un oltre emotivo.

Sicuramente a lei piace la confusione onirica difficilmente decrittabile.